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Come aiutare il vostro bambino a dormire nel lettino

dormire nel lettino

Nei nostri articoli spesso parliamo dell’utilità di insegnare ai bambini di dormire nel lettino… ma… quando arriva il momento di affrontare questo “passaggio”, c’è qualcosa che possiamo fare per agevolarlo? 

In questo articolo troverete utili consigli per far dormire nel lettino il vostro bambino 😉

Prima di affrontare gli aspetti pratici legati al favorire un passaggio sereno al lettino, è importante fare una premessa. Per un bambino tutto ciò che conosce per la prima volta è “totalmente”nuovo. Non sa cosa aspettarsi da quella cosa, non sa a cosa serve e non sa se potersi sentire sicuro in quella situazione. È solo attraverso la sperimentazione fisica ed emotiva, la ripetizione dell’esperienza e delle sue conseguenze, la reazione delle persone di cui si fida alla situazione e al suo comportamento, che il bambino impara ad entrare in relazione con le cose.

Come genitori non possiamo prevenire i “problemi” e i disagi ai nostri figli ma possiamo aiutarli ad affrontare le cose al meglio. Possiamo fornire loro supporto e strumenti; possiamo esserci nell’aiutarli a gestire i loro problemi e nel dare loro conforto.

Per un neonato, abituato a stare per lo più in un ambiente avvolgente, contenitivo, caldo e morbido (il pancione della mamma prima e le braccia dei suoi genitori dopo) il lettino, inizialmente, può sembrare un ambiente assai ampio, freddo, scomodo e…sconosciuto; un luogo dove fatica a sentirsi contenuto e al sicuro.

Risulta, quindi, fondamentale potergli permettere di fare esperienze positive di quel luogo; esperienze che lo aiutino a viverlo come sicuro, favorendo, quindi, la possibilità che sia un posto dove potersi rilassare e lasciarsi andare, pian piano, alla nanna.

Cosa fare allora nella pratica? Permettere al bambino di familiarizzare con il suo lettino!

  • Prima di proporre di dormire nel lettino, fate sì che il vostro bambino conosca questo nuovo “oggetto” e possa interagirci senza pressioni nè aspettative.
  • Come ogni sfida da affrontare e ogni cambiamento da intraprendere è meglio cominciare di giorno.

La spiegazione è semplice. Immaginate di dovervi trasferire in una nuova casa, bella sicuramente, ma nuova e “sconosciuta”; arrivate in questa casa e cominciate a prendere confidenza con gli spazi e sistemare le vostre cose; quando il sole è già calato e siete stanchi dall’intera giornata. In una situazione del genere, qualsiasi rumore sconosciuto in casa potrebbe “preoccuparvi”! Forse, anche degli spazi che, al buio, avete trovato un po’ tristi o “spaventosi”, l’indomani, con la luce del giorno, potranno sembrarvi molto più accoglienti. Questo tipo di sensazioni è presente a maggior ragione nei bambini; i bambini vivono il lasciarsi andare alla nanna come una separazione netta dai propri genitori e quindi dalla propria sicurezza.

E poi come si procede per far dormire nel lettino il vostro bambino?

  • Un paio di settimane prima di provare a far dormire nel lettino il vostro bambino, rendetelo un luogo tranquillo ma piacevole. Potete decorarlo e renderlo più morbido:
    • Usando dei parabordi dai colori delicati;
    • Montando una giostrina (non troppo carica e stimolante) che suoni una musica dolce;
    • Riducendo ulteriormente lo spazio, per renderlo maggiormente contenitivo; magari inserendo un cuscino per l’allattamento (quelli lunghi, per intenderci) che userete a mo’ di ciambella intorno al bambino.
  • Durante il giorno, cogliete un momento in cui il vostro bimbo vi sembra rilassato e sereno; in quel momento mettete qualche gioco che sapete piacergli molto (uno o due possono bastare) nel lettino. Provate a portare lì il bambino, per giocare un po’ con essi. Mettetelo seduto (se non sa ancora stare seduto da solo, il cuscino dell’allattamento vi tornerà comodo) e lasciate che esplori lo spazio e giochi sereno con i suoi giochi. Potete incoraggiarlo a giocare e fare, di quel momento, un’esperienza positiva ma consiglio di evitare di essere troppo “invadenti”.
  • Se il bambino sembra non gradire, provate a fare con lui qualche gioco che sapete piacergli;

    ad esempio il gioco del cucù, una canzoncina che amate cantare “insieme”, ecc. Questo potrà permettergli di tranquillizzarsi e prendere confidenza con la situazione.

  • Se il bambino continua a non gradire, portatelo fuori dal lettino e riprovate l’esperienza nel pomeriggio o il giorno seguente.
  • Quando il bambino comincia a mostrare di sentirsi sicuro e a proprio agio nel lettino, cominciate a lasciarlo giocare da solo, senza il vostro intervento
  • La fase successiva prevede di cominciare ad allontanarsi dal lettino, rimanendo all’interno della stanza. Potete andare a sistemare i giochi o a piegare degli abiti nell’armadio. Mi raccomando, avvisate sempre il bambino! Potete dirgli, ad esempio: “Amore, io vado a mettere via gli abiti nell’armadio, se hai bisogno di me chiamami, io sono lì” (e gli indicate l’armadio).
Se si agita, intervenite e consolatelo; come prima potete sempre riprovarci più avanti!
  • Quando il bambino si mostra tranquillo non avendovi accanto, ma potendovi vedere nella stessa stanza, provate ad “uscire di scena” per qualche momento. Avvisatelo sempre che state uscendo dalla stanza per andare “a prendere una cosa in bagno”, ad esempio, e che se avrà bisogno di voi può chiamarvi e voi arriverete subito da lui. Ovviamente, se chiama, andate davvero da lui. Cominciate stando fuori qualche istante e poi, pian piano, allungate il tempo (qualche minuto).
  • Quando rientrate nella stanza sorridete e interagite con il bimbo; fate ancora qualche gioco con lui se ne ha voglia e poi “chiudete” l’esperienza andando a fare qualcos’altro “fuori dal lettino”.
Nell’affrontare questa avventura ricordatevi che lo “scopo” è favorire l’autonomia e non imporla!!

Non abbiate fretta e non createvi aspettative idilliache in merito a come andrà; ma ricordatevi di avere piena fiducia nei vostri piccoli e nelle loro capacità… sentire che la mamma e il papà si fidano del fatto che ce la puoi fare, oltre a sapere che nel momento del bisogno loro ci saranno, è un motore potentissimo per un bambino!

Dott.ssa Veronica Ponissi – Psicologa Clinica e Neuropsicologa

 

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