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VUOLE ANCORA LA MAMMA PER ADDORMENTARSI: COSA FACCIO?

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Quando il nostro bambino ha acquisto da tempo la capacità di addormentarsi da solo e improvvisamente richiede nuovamente la nostra vicinanza non spaventiamoci: è solo una fase!

Soddisfiamo il suo bisogno di vicinanza, così lo aiutiamo, presto non ne avrà più bisogno.

 

 

Sollecitarlo all’autonomia o sminuire le sue richieste, senza darvi ascolto, produrrà più difficoltà nel fare rientrare la regressione.

 

Dai 4 anni il sonno del nostro bambino si è ormai stabilizzato. Se ad età successive  improvvisamente richiede la nostra vicinanza è possibile che stia vivendo qualcosa che lo appesantisce emotivamente nel quotidiano, collegato a noi genitori, alla scuola, al contesto amicale.

 

La sera è il momento in cui si elaborano, ovvero si “digeriscono” gli stimoli della giornata.

 

Beatrice, mamma di Francesco, 5 anni, racconta che le volte in cui suo figlio “si confronta con bambini prevaricanti, quelle sere per addormentarsi fa molta fatica ed i suoi sonni sono disturbati da sogni in cui urla parole a questi bambini…”

 

Un’altra mamma Sara, mi chiede una consulenza perché sua figlia di 7 anni, Emanuela, da alcuni mesi fatica ad addormentarsi e piange perché la vuole vicina.

Eppure Emanuela è una bambina autonoma, vivace e tranquilla durante il giorno. Emerge però che in classe c’è un’amichetta  che le crea problemi e la mette in difficoltà.

Inoltre alla mamma è morta da qualche mese un’amica, per un tumore. Lei ha manifestato un dolore contenuto davanti alla figlia, ma evidentemente  Emanuela sta facendo dei pensieri in merito al tema della morte.

 

Cosa ci dicono queste situazioni? Che i sonni dei nostri bambini sono disturbati dai vissuti emotivi che non trovano spazio durante il giorno: perché sono bambini timidi, o troppo piccoli  e quindi non capaci o non abituati ad esprimere a parole ciò che li disturba.

Oppure sono bimbi che non pensano sia una cosa significativa da raccontare quella che hanno in mente o se ne vergognano o ancora perché sono bambini che non sanno come esprimere le proprie emozioni.

 

Francesco ed Emanuela non sanno come gestire l’ansia, le paure e la rabbia scatenate da amici prepotenti o dall’idea anche solo immaginata di perdere la mamma (attivata dalla morte dell’amica della mamma di Emanuela). Sono entrambi bravi bambini, esprimere la rabbia li farebbe sentire “cattivi”, vissuto difficile da accettare per loro, in contrasto col loro modo di essere.

 

 

Cosa si può fare?

 

  1. Creiamo uno spazio quotidiano in cui il nostro bambino possa parlare dei suoi vissuti, dando noi l’esempio per primi, raccontando ciò che ci ha fatto arrabbiare, resi tristi o felici nel corso della nostra giornata (al lavoro, con le nostre amiche, in famiglia…).
  2. Usiamo mezzi simbolici, in funzione dell’età e capacità del bambino, affinché possa esprimere le sue emozioni: con disegni, scarabocchio, pupazzi, costruzioni.
  3. Se è capace, attraverso la scrittura: può tenere un piccolo diario solo suo.
  4. Parliamone, facendo noi domande, sempre prestando attenzione a non forzare troppo se non è pronto, ma dandogli spunti o dimostrandogli che siamo interessati ad ascoltarlo, così pian piano si aprirà.
  5. Raccontiamogli le difficoltà e paure che provavamo noi da piccoli e come le abbiamo gestite e superate.
  6. Leggiamogli libri a tema, o inventiamo noi storie ad hoc su come un personaggio affronta la difficoltà che ci riporta nostro figlio.
  7. Strutturiamo rituali, se necessari.

 

Rispettiamo i suoi tempi di ripresa e appena si sarà “riempito” della nostra vicinanza e rassicurazione, tornerà nuovamente a riaddormentarsi da solo!

 

D.ssa Giovanna Loconte

Mamma -Psicologa- Psicoterapeuta- Consulente del Sonno del bambino e del neonato

 

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Incontro a Parma sul Sonno dei bambini

incontro sonno parma

Perchè alcuni bambini imparano presto a dormire durante la notte (o i pisolini diurni) mentre altri sembrano fare fatica e si svegliano spesso piangendo?  

Perchè non è possibile parlare di un metodo unico per farli dormire TUTTI?

incontro sonno parma

 

 

 

 

Mercoledì 10 maggio alle ore 17

la Dott.ssa Biancamaria Acito, psicologa dello sviluppo esperta in psicologia perinatale,

tratterà questi ed altri quesiti in un incontro informativo dal titolo “Il sonno dei neonati e dei bambini”.

L’incontro si terrà presso il baby parking Petits Loups a Parma, in via Carboni 2. in collaborazione con Mammatrovalavoro.

La Dott.ssa Biancamaria Acito incontrerà mamme, genitori e tutti gli interessati alla tematica.

L’incontro sarà totalmente GRATUITO, ma é richiesta la prenotazione presso Petits Loups oppure scrivendo a finalmentenanna@gmail.com o telefonando a 375 5008355

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Il ruolo del papà e il sonno dei propri bambini

papà e sonno bambini

È risaputo che le mamme siano in grado di riconoscere il pianto dei propri bambini. Si sa anche che il loro sonno è sincronizzato in modo da riuscire a rispondere prontamente ad ogni loro bisogno anche nel mezzo della notte.
Studi recenti hanno dimostrato che anche i papà sono in grado di distinguere il pianto dei propri bimbi da quello di altri. Questo, però, succede a condizione che passino insieme a loro un certo numero di ore ogni giorno.

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