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Latte materno o artificiale? Che relazione con il sonno dei bambini?

latte materno e sonno bambini

Latte materno o artificiale: quale relazione esiste fra il tipo di allattamento e la quantità / qualità di sonno notturno dei neonati?

L’allattamento e il sonno sono due fra i fattori più importanti che caratterizzano i primi mesi di vita di un bambino. Inevitabilmente, sono tra loro strettamente interconnessi. Generalmente si ritiene che i neonati allattati al seno abbiano risvegli notturni più frequenti rispetto ai loro coetanei allattati artificialmente. Questo avviene per una serie di ragioni; prima fra tutte la diversa composizione del latte materno nel corso della giornata.

Peculiarità dell’allattamento con latte materno

Il latte materno, infatti, è più ricco e, quindi, più nutriente durante le ore notturne o nelle prime ore del mattino. Una conseguenza diretta di ciò è che i neonati, per lo meno nelle prime settimane di vita, hanno fisiologicamente bisogno di attaccarsi al seno durante la notte perché è funzionale alla loro crescita (questo fino ai tre mesi circa).

In alcuni casi si può consolidare un’abitudine al letto condiviso (bed-sharing). La mamma, infatti, può scegliere per comodità di allattare in posizione sdraiata e, così facendo, può riuscire ugualmente a riposare un numero di ore sufficiente. In seguito può succedere, anche se non è certo la regola, che il bed-sharing comporti un protrarsi delle poppate notturne oltre i canonici tre mesi.

Peculiarità dell’allattamento con latte artificiale

Al contrario, è possibile che un neonato allattato con il biberon tenda più precocemente a prolungare il periodo di sonno notturno ininterrotto. Ciò accade perché il latte artificiale è in grado di saziarlo adeguatamente con l’ultima poppata serale. Il latte artificiale, infatti, è un latte più “saziante” anche perché la digestione ha tempi più lunghi. Tuttavia, non si può certo affermare che questa sia la norma e che si verifichi in ogni caso. Perciò non avrebbe senso optare per questa tipologia di allattamento solo per garantirsi un maggiore riposo notturno!

Queste premesse generali non valgono per tutti i bambini e per tutte le situazioni. Esistono numerose differenze individuali che fanno sì che ogni rapporto mamma-neonato sia unico anche in relazione allo stesso tipo di allattamento.

La mia esperienza personale

A conferma di ciò posso portare la mia esperienza personale. Ho allattato al seno entrambi i miei figli fino all’anno di vita; eppure il primo ha iniziato a dormire tutta la notte nel suo lettino, nella sua cameretta, già dal terzo mese. Il secondo ha continuato a chiedere il seno di notte fino ai dodici mesi compiuti, quando siamo passati al latte di proseguimento e sono cessati i risvegli notturni.

Questi percorsi così diversi si sono prodotti nonostante noi, come genitori, avessimo cercato di comportarci nello stesso modo con i due bimbi. Abbiamo garantito la medesima sollecitudine e riservato loro cure simili. Anzi, si potrebbe pensare che il secondogenito avrebbe dovuto crescere più autonomo fin dal principio. Infatti, per forza di cose, il tempo da dedicargli era ridotto, avendo già un altro bimbo piccolo che richiedeva attenzioni!Inoltre le ansie erano inferiori (essendo la seconda esperienza).

I due bambini erano e sono molto diversi fra loro come sensibilità e temperamento. A riprova di ciò, il secondo ha continuato ad avere un sonno più fragile e “disturbato” anche dopo l’anno. E’ sufficiente un forte raffreddore o un dentino in arrivo per tornare alle notti terribili in cui l’unica soluzione per dormire è accoglierlo nel lettone con mamma e papà!

Soluzioni alternative

 

  • Si può scegliere di utilizzare una culla da posizionare accanto al proprio letto. Questo consente ugualmente di intervenire tempestivamente in occasione dei primi segnali di “fame” del neonato.
  • Solo da poco ho sperimentato l’efficacia di un umidificatore nella cameretta per tosse e raffreddori; non ci credevo ma funziona davvero!

Concludendo, è importante ascoltare il proprio bambino e cercare per quanto possibile di rispondere alle sue specifiche esigenze; è altrettanto importante mettere in atto una serie di accorgimenti e strategie che possono aiutarci a rassicurarlo e a renderlo in grado di dormire serenamente.

Biancamaria Acito

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