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L’importanza del rituale della buonanotte

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Un sorso d’acqua, una fiaba e un bacio… Per qualche bimbo è questo il rituale della buonanotte per lasciarsi andare serenamente al sonno. Per altri la “faccenda” si fa più originale… Dal dare la buonanotte a tutte le stanze della casa, al mettere a nanna i propri peluches, all’elencare il nome di tutti gli amichetti che stanno dormendo. A ognuno il proprio rituale, purchè svolga la sua funzione! E la funzione è quella di rassicurare il bambino con la sua ripetitività e permettergli di rilassarsi.
Questo passaggio è impegnativo e non sempre viene vissuto come piacevole dal bambino; questo perché è una separazione dai suoi punti di riferimento: i genitori, le attività della giornata, i suoi giochi…

Accorgimenti in modo che il rituale della buonanotte abbia successo

  1.  Fare in modo che il rituale si adatti all’età del bambino e ai suoi bisogni in continua evoluzione.

    Il rituale della buonanotte può essere introdotto fin dai primi mesi di vita; lo si fa non appena il piccolo acquisisce un ritmo sonno-veglia, tale da consentire di prevedere il momento in cui il bambino si abbandonerà al sonno. Questo permette, infatti, di iniziare ad adottare una sequenza abituale di azioni per tranquillizzare il bambino. Si può trattare di parole sussurrate ogni volta nello stesso modo, di una ninna nanna o di qualsiasi altra cosa rassicuri e rilassi il vostro bimbo.
    Crescendo le esigenze del bambino potrebbero modificarsi. E’ importante che i genitori siano pronti a cogliere i cambiamenti e disposti a ricreare insieme al proprio piccolo il rituale che più lo aiuta e gli dà sicurezza.

  2. Preparare il passaggio dalla veglia al sonno adottando alcune accortezze ancor prima che abbia inizio il rituale.

    Si tratta di creare un’atmosferma tranquilla e quanto più possibile priva di stimoli eccitanti. Giochi agitati, giocattoli, la tecnologia (TV, tablet etc), attivano il bambino con luci e suoni e possono interferire con il sonno.

  3. Iniziare il rituale quando il bambino mostra i primi segnali di stanchezza

    E’ molto più facile, per la maggior parte dei bambini, lasciarsi andare tra “le braccia di Morfeo” quando non sono ancora esausti rispetto a quando lo sono.

  4. Aiutare il piccolo a rispettare il rituale

    Via via che cresce il vostro bambino potrebbe mettere alla prova il rituale, per procrastinare il momento dell’addormentamento. Questo accade o perché viene vissuto come difficile o semplicemente perché, all’interno di un sano sviluppo psico-emotivo, sta mettendo in discussione i limiti in ogni modo possibile. Facilmente potreste trovarvi di fronte a continue nuove richieste, come ad esempio “un’altra storia!”, “ancora un po’ di acqua”, “l’ultimo bacio”. Il limite non è sempre facile da mettere; soprattutto per un genitore che è stato lontano da casa tutto il giorno e ha lui stesso il desiderio di prolungare il momento di vicinanza con il proprio piccolo! Tuttavia, è ciò che il bambino stesso inconsapevolmente ci chiede. L’esistenza di confini chiari e fermi rassicura il bambino. Sarebbe, dunque utile stabilirli prima di aver superato il proprio limite di sopportazione.

  5. L’anticipazione

    Per rendere il compito più semplice a voi stessi e al vostro bimbo, può essere d’aiuto l’anticipazione. Un esempio? Ricordare al piccolo i passaggi del rituale: “ora ti leggo un libro, poi accendiamo la lucina, un abbraccio, un bacio e dopo si fa la nanna”.

Il rituale della buonanotte può anche diventare un momento piacevole in cui trasmettere ai figli le tradizioni della propria famiglia e tornare per un po’ bambini insieme a loro…

Dott.ssa Elisa Cozzi – Psicologa e Psicoterapeuta

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